martedì 8 giugno 2010

OLI 264: POLITICA - Un mondo senza date

Non basta il Comune di Genova che si dimentica l’ora legale negli orologi stradali (v. Oli n. 256), nemmeno la risposta sonnecchiosa e quasi stupita di un autista della corriera per Recco, che con un semplice “si, si, lo so” commenta il grosso orologio di bordo, il quale a fine maggio mostra ancora l’ora solare. Ad avere un pessimo rapporto con l’ora e con le date è adesso anche l’Esercito israeliano. Sulla rete brulicano infatti i commenti relativi alla falsità su molte foto scattate a bordo delle navi assaltate la notte del 31 maggio, pubblicate su Flickr dal Ministero per gli affari esteri israeliano (1*)

Le foto scattate con le fotocamere digitali si portano dietro, intangibili per chi non lo sappia, le informazioni “Exif”, ossia principalmente il tipo di fotocamera e l’ora dello scatto. Queste informazioni restano, e se non cancellate dai file scaricati dalle fotocamere mettono in difficoltà la credibilità in una pubblicazione quando differiscano da quelle dichiarate.

Proprio l’Esercito israeliano ha pubblicato su Flickr le foto dell’assalto alle navi dei pacifisti, a riprova dell’atteggiamento aggressivo di quest’ultimi. Queste immagini però contengono al loro interno una “data Exif” diversa da quella dell’intervento. Non è una sola fotocamera a cadere nell’inghippo, ma ben 4 di esse riportano date diverse che sembrano avere a che fare con la “data di default”, preimpostata di fabbrica. Alcune foto portano nello spazio Exif anche la traccia di un passaggio in Photoshop, un programma usato di solito per la modifica delle immagini, per cui per queste decade la possibilità di essere considerate affidabili anche dal punto di vista del contenuto, oltre che della data.

Questo non prova che le foto siano necessariamente false, anzi un video pubblicato il due giugno su Youtube (2*) sembrerebbe confermarne la veridicità, anche se il filmato sembra una risposta al problema delle date dopo che sito Agoravox (3*) aveva messo alla luce il problema.

Senza entrare nel merito del contenuto delle foto, che ritraggono per la maggior parte normali dotazioni di bordo di una nave come coltelli da cucina o ascie antincendio, che dire però di un esercito che non si cura di produrre una documentazione fotografica con data e ora corrette? E’ vero che i dati provenienti dalla fotocamera non hanno alcun valore legale, così come le date dei file dei computer, però si nota in questa occasione una totale mancanza di precisione e della minima cura dei particolari, di una qualche volontà di predisporre le cose per dimostrare la propria correttezza: insomma, “non gliene frega proprio niente” di apparire corretti. Esattamente come per l’attacco alle navi, come per Gaza, come per i molti casi nel quale questo esercito si è distinto per l’arroganza di agire senza alcuna cura del rispetto del diritto internazionale o della semplice umanità nei confronti dei civili. Chissà che un giorno non si possa avere una data certa nella situazione mediorientale: la data della Pace.

Potremo aspettarcela da Israele, però? Aspettando questa data certa, godiamoci quella incerta delle sue foto (4*).


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